Il Guru del terzo millenio

La mia segreta storia d’amore con  Sri Sri Ravi Shankar  va avanti da piu’ di dieci anni, e senza che nessuno se ne si mai accorto, forse nemmeno io!

Dopo la morte di Osho, il mio Maestro Spirituale, ho cominciato subito a guardarmi intorno, per vedere da dove sarebbe apparso il nuovo Guru del Terzo Millennio, quello che avrebbe portato ogni autentico ricercatore della verita’ a piu’ alti picchi di consapevolezza, di gioia, di auto-realizzazione, di estasi.

Dovete sapere infatti che l’esistenza non lascia mai nessun vacuum, quindi io sapevo benissimo che prima o poi questa esistenza ci avrebbe mandato un’altra dispensazione della verita’ in forma umana, ossia un nuovo Maestro Planetario.

La cosa mi incuriosiva cosi’, a livello quasi scientifico, o come osservatore del cammino spirituale del pianeta, non perche’ avessi bisogno di un altro guru o di un’altra guida, perche’ grazie a Dio, sono stato con Osho abbastanza a lungo da diventare perlomeno una luce a me stesso, quindi niente piu’ Maestri per me, niente piu’ Guru o Guide Spirituali che dir si voglia, perche’ come si dice in Italia, “GRAZIE, HO GIA’ DATO!”

Appena mi sono imbattuto in Guruji – come viente affettuosamente chiamato da tutti i suoi discepoli sparsi per il mondo – ho capito subito che poteva essere proprio lui l’uomo giusto, il tipo che stavo cercando all’orizzonte.

Intanto mi piaceva moltissimo il nome del suo programma, “THE ART OF LIVING”, tanto che si potrebbe dire che l’ha rubato a me!

Davvero, non sto scherzando, perche’ da molti anni prima avevo in mente un programmino anch’io con lo stesso nome, “the art of living”, e adesso c’era questo tipetto che se n’era impadronito e ne aveva fatto un fenomeno mondiale…

Ho dato una rapida occhiata a questo suo programma, ed ho visto senza ombra di dubbio che era largamente ispirato alla “MEDITAZIONE DINAMICA” di Osho memoria, nel senso che conteneva tutte e quattro le fasi di respirazione, ed in piu’ aveva un saporito tocco di yoga, tanto che ho pensato subito che questa sua geniale mescolanza sarebbe andata molto lontano, e ne avremmo sentito parlare presto in tutto il mondo.

Sono stato, come tutti possono vedere, un fin troppo facile profeta, perche’ al giorno d’oggi “The Art of Living” viene praticata in 185 diversi paesi al mondo, senza contare che e’ stata presentata ufficialmente anche all’ONU!

Un’altra cosa di cui mi sono accorto subito e’ stata la paradossale continuita’ del lavoro di questi due Maestri, Osho e Guruji, paradossale perche’ sono, giustamente, due personaggi letteralmente agli antipodi, nel senso che la caratteristica principale di Osho era la “provocazione”, mentre quella di Guruji e’ la “riconciliazione”, ma se pensate che Osho ha parlato sopratutto alla generazione che fu figlia degli anni sessanta, vi sara’ tutto piu’ chiaro, anche il fatto che Guruji parla, trentanni piu’ tardi, a delle generazioni completamente diverse, parla a della gente che e’ assolutamente stanca di assurdi conflitti ( e se non fossero assurdi, che conflitti sarebbero!), e’ stanca di guerre, e’ stanca delle mille divisioni che la circondano e la imprigionano in una sola morsa.

Dicevamo che la vita e’ un paradosso, ed infatti questo ipotetico “successore” di Osho non era altro che il suo contrario, l’altro pendolo della bilancia e della saggezza, non e’ fantastico! Ma ci pensate : solo l’esistenza nella sua infinita saggezza poteva scegliere un opposto per continuare il lavoro del primo, e sono sicuro che ha ragione l’esistenza, perche’ se dipendeva da noi, avremmo scelto banalmente qualcuno che gli assomigliava, creando cosi’ una specie di clone, invece che una figura autentica, un fenomeno assolutamente nuovo….

Quindi un giorno in cui mi trovavo a Bangalore, sette anni fa, decisi che sarei andato a incontrarlo, per poter verificare finalmente di persona se le mie percezioni erano corrette, oppure no.

Ero in quella citta’ nella funzione di foto-reporter per il primo concerto dei Rolling Stones in India, e dopo il concerto decisi di restare a Bangalore un altro paio di giorni.

Piu’ tardi, mentre ero a cena con degli amici, una donna che era venuta da Bombay per il concerto, comincio’ a parlare di Sri Sri Ravi Shankar e del fatto che il suo ashram si trovava a soli 18 chilometri di distanza, dicendo che avrebbe pagato chissa’ che cosa per poterlo vedere almeno una volta nella sua vita!

“Vieni con me domani!” – le ho detto subito – “ perche’ domani mattina ho intenzione di telefonare all’ashram per chiedere una intervista col Maestro da parte di Carlo Silvestro, un “famosissimo giornalista italiano”, e vedrai che me la concederanno il giorno stesso, quindi tu potresti accompagnarmi nella veste della mia segretaria Indiana…ma se vieni con me devo darti un compito molto importante, che e’ semplicemente questo: alle sette di sera, qualunque cosa stia succedendo, qualunque cosa egli dica, qualunque cosa si verifichi, tu devi tirarmi via, a forza se e’ necessario, e PORTARMI VIA DA LI’!”

“Ma perche’…ma cosa vuoi dire…?” – chiese la mia amica incredula.

“Non ti preoccupare di questo” – le ho risposto – “tu devi solo acchiapparmi per il braccio e trascinarmi via da li’, hai capito?”

L’amica sembro’ aver capito, quindi la mattina dopo chiamai l’ashram, che mi concesse questa intervista verso l’una dello stesso giorno., pertanto ci recammo subito li’ e dopo un paio d’ore eravamo alla sua presenza.

Nonostante io stessi recitando il mio ruolo di “Carlo Silvestro giornalista” alla perfezione, Guruji sembrava sempre occupato con una cosa o con l’altra, perche’ tutti quelli che incontravamo richiedevano la sua illuminata presenza, e lui la dava a tutti coloro che gli si trovavano davanti, tanto che alla sera, dopo aver camminato con lui per cinque ore e piu’, ero riuscito a scambiare solo qualche domandina qua e la’, ma non ero riuscito in alcun modo a cominciare nemmeno uno straccio di intervista, finche’ alle sette meno un quarto arrivo’ qualcuno a dirgli che da li’ a quindici minuti c’era il suo darshan con i discepoli, e che pertanto doveva andare a prepararsi subito.

A quel punto Guruji mi guardo’ e mi disse:” Perche’ non vieni al satsang, cosi’ dopo potremo finalmente stare un po’ da soli e fare questa benedetta intervista!”

“Oh mioddio!” – mi son detto terorizzato – “qui ci siamo…” -  e nel frattempo mi guardavo intorno cercando disperatamente la mia assistente, che per fortuna capi’ la situazione al volo e corse verso di me, mi prese con forza per un braccio e mi tiro’ via di prepotenza, dicendo che doveva riportarmi immediatamente a Bangalore, perche’ avevo promesso di cucinare  per la festa di compleanno di alcuni amici, salvandomi cosi’ da tutta quella situazione…

Se vi state chiedendo il motivo di tutta questa paura da parte mia, vi diro’ semplicemente che se io lo avessi riconosciuto come un Maestro Universale – cosa che ho ben fatto subito – ancora piu’ probabilmente lui avrebbe riconosciuto il SANNYASIN in me, e allora cosa sarebbe successo se questo tipo mi avesse guardato in faccia con i suoi occhi disarmanti e mi avesse detto:”Ma dove vai, Sarjano, perche’ non resti qui con me?!”

Che ci crediate o meno, questa era la mia paura, perche’ anche se sono L’ULTIMA persona al mondo a cercare UN ALTRO Guru, se un’anima del genere mi chiede di restare con lui, non ci sarebbe assolutamente una sola maniera al mondo per cui io fossi in grado di dire no ad un invito del genere, da qui la mia tremenda paura!

L’ho rivisto in questi giorni, dopo piu’ di sette anni, ed i suoi occhi sembrano ancora piu’ profondi, e il suo sorriso sempre piu’ accattivante, tanto che io non riesco a trattenermi dall’ abbracciarlo, tra la meraviglia di tutti, e poi gli faccio subito la prima domanda, tanto per riprendere quella antica intervista mai fatta:

“Potresti come prima cosa spiegare a dei poveri profani come noi di che cosa tratta questa “Art of Living”?’

“E’ come una celebrazione, nient’altro, qualcosa per facilitare a gente a lavorare e a vivere insieme, e a smetterla di combattersi in nome della religione, della nazionalita’, della diversa  cultura… un qualcosa che sia in grado di riunirli in un’unica umanita’, e che possa connetterli con lo spirito dell’energia universale.”

“Capisco, ma su cosa si basa essenzialmente questa tecnica che stiamo chiamando “The Art of Living”?”

“Si tratta basilarmente di una combinazione di tecniche antiche e di tecniche moderne,

al fine di creare una vita piu’ sana; e’ un metodo in cui c’e’ molto yoga, e dove viene data una speciale enfasi al respiro, perche’ questo puo’ aiutare moltissimo la gente a vivere un po’ meglio in questi anni di stress, e puo’ migliorare infinitamente la qualita’ della loro vita, farli sorridere di piu’, ad avere piu’ compassione, ad imparare ad ascoltare gli altri,…a migliorare tutti questi aspetti della tua vita.”

“Sembra molto difficile ascoltare l’ALTRO al giorno d’oggi, tantevvero che indiani e pachistani continuano ad ammazzarsi tutti i giorni, ed in piu’ c’e’ un sacco di violenza in Kashmir e Nagaland, e tu pensi davvero che The Art of Living possa porre rimedio a tutto questo, possa riuscire a fermare questo orrore?”

“Ho incontrato personalmente molti di questi cosidetti combattenti per la liberta’, e la maggior parte di loro, dopo essere entrata in contatto con The Art of Living, ha cominciato pian piano a disertare del tutto la loro vita violenta, e qualcuno si e’ perfino incamminato verso il sentiero spirituale!

 Pensa che solo in Kashmir piu’ di 1500 mujaheddin hanno abbandonato la lotta armata per abbracciare una vita pacifica, e tutto grazie al  lavoro di The Art of Living, e puoi verificarlo sul nostro sito, dove troverai le storie piu’ incredibili a riguardo.

Il nostro e’ comunque un compito molto difficile, perche’ siamo solo una goccia di salute mentale che si perde in un oceano di follia, ma ce la stiamo mettendo tutta, e siamo riusciti a toccare sempre piu’ gente.”

“Qual’e’ secondo te il motivo principale, il nodo primario, l’anello mancante che ci potrebbe fare ottenere una pace permanente nel mondo?”

“Abbiamo dimenticato del tutto di educare la gente sui valori umani, sul valore dell’amore, del supporto reciproco, del rispetto, e questo vale per tutto il mondo, non si tratta solo del Kashmir o delle scaramucce ai nostri confini, perche’ questa carenza affligge tutto il pianeta!”

“Se posso dirti la mia verita’ in proposito, io sono parecchio pessimista sul futuro della nostra umanita’, come ho scritto in un libro chiamato “DALLA SEPARAZIONE ALL’AMORE”, anticipando il fatto che questa societa’ e’ sull’orlo dell’auto-distruzione, se non abbandona la via della separazione e delle mille divisioni che ci imponiamo da soli, e non comincia ad incamminarsi invece sul sentiero dell’amore e della riconciliazione.

Per come la vedo io, non c’e’ nessun maniera in cui questo mondo possa sopravvivere cosi’ com’e’, quindi ti voglio chiedere due cose, primo se tu scorgi un pericolo imminente per il pianeta, e secondo se pensi davvero che solo respirando un po’ meglio riusciremo a salvare questo mondo.”

“Respirare puo’ salvare l’umanita’ intera, altrimenti non ci sarebbe piu’ in vita nessuno, se nessuno respirasse!”

In piu’ ti devo dire che il tuo respiro e’ strettamente connesso con il tuo processo mentale, con il tuo modo di sentire e quello di percepire le cose attorno a te, col tuo modo di pensare…sono tutte cose legate al modo in cui respiri, ed allo stress che provochi nella tua mente respirando sgraziatamente e senza armonia.

Le nostre tecniche di respiro riescono ad eliminare tutte le tendenze negative della mente, ti allargano il cuore, rendono la tua visione piu’ chiara, finche’ la gente riesce a pensare in maniera piu’ calma e piena di pace, perche’ il respiro aiuta direttamente chi lo pratica nel modo giusto ad essere piu’ armonioso, meno avido e piu’ compassionevole, riduce perfino la tua rabbia e tutte le tue frustrazioni, finendo col renderti molto piu’ sensibile a te stesso ed agli altri, il che e’ tutto quello di cui c’e’ bisogno in questo pianeta per renderlo un posto migliore.”

“Dicci la verita’, anche se non vorresti rivelarcela, sei ottimista, oppure condividi il mio pessimismo nei confronti dello stato di questa nostra umanita’? La verita’, per favore!”

“Dovunque vado in questi giorni, avverto un desiderio sempre maggiore di un cambiamento radicale, il bisogno di una vita piu’ pacifica, un desiderio di amore, di pace, di non-violenza, perche’ oggigiorno la gente e’ molto piu’ consapevole di trentanni fa… il numero dei vegetariani nel mondo, per esempio, e’ aumentato tremendamente negli ultimi dieci anni, e vi e’ dappertutto un immemso interesse verso lo yoga.

Prima lo yoga era considerato come qualcosa di elitario, mentre oggi tutti vogliono fare yoga, in un modo o nell’altro, perfino nel tuo paese, in Italia! Mi piace molto l’Italia, e mi piacciono ancora di piu’ gli italiani, perche’ sono cosi’ simili agli indiani, tanto che gesticolano allo stesso modo!

Gli italiani sono vivi, sono pieni di energia e di amore, possiedono ancora un cuore meraviglioso e incontaminato, possono danzare e cantare come dei bambini innocenti…’

“Mi piacerebbe concludere questa nostra conversazione con una domanda quasi personale, che e’ questa: “Nella mia umile percezione, non appena un individuo diventa illuminato, proprio come te, la sua prima reazioe a quanto gli sta accadendo, la sua primissima realizzazione sara’…una tremenda risata!

Volevo quindi chiederti se mi sono almeno avvicinato alla verita’, oppure se la tua esperienza e’ stata diversa?”

“Una bella risata e’ certamente il modo migliore per esprimere l’illuminazione, ma non devi aspettare di essere illuminato per cominciare a ridere, perche’ puoi cominciare anche subito, anche in questo stesso momento!”

 

Savatantra Sarjano